Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 01 luglio 2026, s. Ester

Le preghiere
"Benvenuto Gesù Bambino!"

 
"Io sono il trastullo di Gesù Bambino, come spesso lui mi ripete, ma quello che è peggio, Gesù ha scelto un balocco di nessun valore. Mi dispiace solo che questo balocco da lui prescelto imbratta le sue divine manine. Mi dice il pensiero che qualche giorno mi butterà in un fosso per non più scherzarvi. Ne godrò, non merito altro che questo".(Epist. L.331) Le parole di Padre Pio da Pietrelcina, tratte da una sua lettera  a Padre Agostino del 18/01/1918 ben descrivono il carattere trascendente del suo essere. Un uomo santo, che vive il suo rapporto con la divinità come sinonimo di indegnità, costituisce un paradosso per noi, ma un elemento di distinzione per i santi, che vivono totalmente immersi in Dio, appunto da sentirsi indegni!
All'inizio della visita del Bambino Gesù di Betlemme, quali sono i nostri pensieri, le nostre emozioni? Quale atteggiamento assumiamo dinanzi ad un tale straordinario evento?

Immaginiamo i pastori che al lieto annuncio della nascita del Salvatore, accorsero trepidanti alla grotta, quale gioia? I primi a vedere furono uomini considerati all'epoca una casta sociale non molto avvenente. Il Signore si mostrò per la prima volta a chi oggi definiremmo "umili". Si evince allora che ben si raccorda l'atteggiamento dei santi fatto di grande umiltà con  le persone umili di cuore, capaci di capire un grande messaggio, un evento primario per l'umanità:  la nascita di Cristo.

Siamo chiamati all'umiltà!! L'augurio è che ognuno giungendo pellegrino a visitare il Bambino di Betlemme abbia il proprio cuore spoglio di ogni orpello, ma rivestito di santa semplicità!! La grazia del Signore nella figura del Bambinello, per intercessione di San Pio da Pietrelcina, ricolmi ognuno di santi propositi.

UFFICIO PELLEGRINAGGI


DIO non vuole che tu senti sensibilmente il sentimento della fede, speranza e carità, né che tu ne godi, se non quanto basta per servirsene nelle occasioni. Ahimè!, quanto siamo felici di essere noi tenuti sì strettamente dal nostro celeste tutore ! non dobbiamo fare altro che ciò che facciamo, cipè di amare lsa divina provvidenza ed abbandonarci nelle sue braccia e nel suo seno. No, mio DIO , io non desidero maggior godimento della mia fede, della mia speranza, della mia carità, solo per poter dire sinceramente , quantunque senza gusto e senza sentimento, che dovrei piuttosto morire che abbandonare queste virtù (LdP, 71).

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