Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 05 aprile 2026, s. Vincenzo Ferrer

Santuario
Il Santuario di Santa Maria delle Grazie

Nonostante già dai primi anni 20 si assiste ad un sempre crescente numero di pellegrini che salgono il monte Gargano e che sia palese a tutti l'inadeguatezza della Chiesina di Santa Maria delle Grazie a gestire questo "popolo bisognoso" (tant'è che padre Pio sarà più volte costretto a celebrare all'aperto), i lavori per il Santuario iniziarono solo nel 1956. La chiesa prende forma sotto la direzione attenta dell'Architetto Giuseppe Gentile di Boiano, e viene consacrata il 1 luglio 1959. È costituita da tre navate, quella centrale è dominata dall'imponente mosaico dell'abside, della scuola vaticana, raffigurante l'icona della Madonna delle Grazie nella gloria degli angeli e san Pio, intermediatore tra Maria e l'umanità sofferente.

Sul presbiterio, un nuovo altare consacrato il 13 dicembre 2008, sostituisce quello su cui padre Pio ha celebrato l'eucarestia dal 1959 fino al 22 settembre 1968. La vecchia mensa eucaristica è stata "incastonata", quale gemma preziosa, nell'altare maggiore, alla base del tabernacolo.

Le navate laterali sono impreziosite da 9 altarini, ma soprattutto dalla statua lignea della Madonna delle Grazie e da due recenti mosaici raffiguranti san Giovanni Paolo II e la Beata Madre Teresa di Calcutta, con relative reliquie.

Osserva bene: sempre che tentazione ti dispiacerà, non vi è cosa da temere. Ma perché ti dispiace ella se non perché non vorresti sentirla? Queste tentazioni sì importune vengono dalla malizia del demonio, ma il dispiacere e la sofferenza che ne risentiamo vengono dalla misericordia di DIO, il quale, contro la volontà del nemico nostro, ritrae dalla sua malizia la santa tribolazione, per mezzo della quale vuol mettere nei suoi tesori. Dico ancora: le tue tentazioni sono del demonio e dell'inferno, ma le tue pene ed afflizioni sono di DIO e del paradiso; le madri sono di Babilonia, ma le figlie sono di Gerusalemme. Disprezza le tentazione ed abbraccia le tribolazioni. No, no, mia figliuola, lascia soffiare il vento e non pensare che il rumore delle foglie sia il rumore delle armi ( Fdl,52 ).

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