Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 23 febbraio 2026, s. Policarpo di Smirne

Eventi del Santuario
QUARANT’ORE EUCARISTICHE 2024

Domenica 11 febbraio, chiesa “Santa Maria delle Grazie”

ore 11,30      Celebrazione eucaristica

                        presiede Fr. Aldo Broccato OFM Cap.,

                        Rettore del Santuario di San Pio.

Dopo la celebrazione, esposizione del Santissimo Sacramento.

 ore 15,30      Adorazione comunitaria e benedizione eucaristica

ore 18,00      Celebrazione eucaristica

                        presiede fr. Guglielmo Alimonti OFM Cap.,

            Assistente dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio dell’Abruzzo.

 
Lunedì 12 – martedì 13 febbraio

Dopo la celebrazione delle ore 06,30, esposizione del Santissimo Sacramento in chiesetta antica (“Santa Maria delle Grazie”). L’adorazione eucaristica prosegue poi nel santuario di Santa Maria delle Grazie dopo la celebrazione delle 11,30.



ore 17,00      Adorazione comunitaria e benedizione eucaristica

                        a cura della Pastorale Giovanile del Santuario

ore 18,00      Celebrazione eucaristica

                        presiede Fr. Pasquale Cianci OFM Cap.,

            Responsabile del servizio di pastorale giovanile-vocazionale della Provincia di

            sant’Angelo e Padre Pio.

Ogni venerdì, alle 17,30 coroncina alla Divina Misericordia;
alle 20,45 Pio esercizio della Via Crucis.

Ogni giorno, a partire da lunedì 19 febbraio, tranne sabato e domenica,
dalle ore 07,00 alle ore 17,15, esposizione del Santissimo Sacramento.

La ragione vera per cui non provi, o meglio non sempre riesci a far bene le tue meditazioni, io la ritengo in questo e non mi sbaglio. Tu ti accosti a meditare con una certa specie di alterazione, congiunta con una grande ansietà, di trovare qualche oggetto che possa far rimanere contento e consolato il tuo spirito; e questo basta per fare che tu non trovi mai quel che cerchi e non posi la tua mente nella verità che mediti ed il tuo cuore vuoto di affetti. Figlia mia, sappi che quando uno cerca con gran fretta ed avidità una cosa perduta, la toccherà con le mani, la vedrà con gli occhi cento volte, e non se ne accorgerà mai. Da questa vana ed inutile ansietà non te ne può derivare altro che una grande stanchezza di spirito ed impossibilità di mete, di fermarsi sull'oggetto che tiene presente; e da questo poi, come da sua propria causa, una certa freddezza e stupidità dell'anima specificatamente nella sua parte affettiva. Non conosco altro rimedio al riguardo all'infuori di questo: uscire da questa ansietà, perché essa è uno dei maggiori traditori che la virtù e la soda devozione possa mai avere; finge di riscaldarsi al bene operare, ma non lo fa se non per raffreddarsi e ci fa correre per farci inciampare ( FdL, 67 ).

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