Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 06 giugno 2026, s. Norberto

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Avvento 2010

"...il tempo dell'attesa"

L’esperienza che accomuna ogni uomo è il senso dell’attesa.

Ogni giorno si attende qualcuno, qualcosa. L’ingrediente tipico che condisce il nostro vivere che dona sapore alle mille sfaccettature della vita è l’attendere. A volte è un senso positivo, a volte negativo, ma pur sempre attesa. I volti limpidi e gioiosi dei bambini attendono avidi e generosi l’affetto dei propri genitori, nelle piccole cose che si traducono in attenzione, coccole, infinito amore di donazione. Gli occhi pensosi dei genitori attendono la realizzazione dei propri piccoli; i volti degli anziani, segnati dal tempo aspettano eventi nuovi che significano la stagione più delicata della loro esistenza. I giovani desiderano il perpetuarsi di un tempo forse spensierato, ma pur sempre attendono. Nella semplice prospettiva elencata, ben si accorda una breve riflessione sull’avvento, appunto, tempo dell’attesa.

Ricomincia il pellegrinaggio del nostro essere al Mistero di Cristo, un camminare sempre nuovo che promette orizzonti nuovi, un tempo carico di attese e di speranze, come il vivere quotidiano. D’altronde come ogni sforzo fisico, il passo genera fatica che cristallizza le energie del vivere e il cammino diventa pesante e sembra quasi che le tante aspettative non approdino a nulla. L’avvento ci indica la via, ci ridesta dalla sonnolenza delle ingessate abitudini, ci invita a intraprendere con slancio la marcia verso il Signore che viene, solo in Lui, potremo trovare rifugio, speranza e la risposta ai “perché”. Apriamo il cuore alla luce del Signore e solo quando culleremo il Divin Infante nel nostro “io”, festeggeremo veramente il Natale!.

 

allegato: manifesto dell'evento


Che altro ti dirò? La grazia e pace dello Spirito Santo sia sempre nel mezzo del tuo cuore. Metti questo cuore nel costato aperto del Salvatore ed uniscilo a questo re dei nostri cuori, che in essi sta come in suo trono reale per ricevere l'omaggio e l'obbedienza di tutti gli altri cuori, tenendo così la porta aperta, acciocché ciascuno possa accostarsi per avere sempre ed a qualunque ora udienza<<, e quanto il tuo gli parlerà, non ti dimenticare, mia carissima figliuola, di fargli parlare ancora in favore del mio, acciocché la sua divina e cordiale maestà lo renda buono, ubbidiente, fedele e meno meschino di quello che è (LdP,80).

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