Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 06 agosto 2026, trasfigurazione del Signore

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Avvento 2010

"...il tempo dell'attesa"

L’esperienza che accomuna ogni uomo è il senso dell’attesa.

Ogni giorno si attende qualcuno, qualcosa. L’ingrediente tipico che condisce il nostro vivere che dona sapore alle mille sfaccettature della vita è l’attendere. A volte è un senso positivo, a volte negativo, ma pur sempre attesa. I volti limpidi e gioiosi dei bambini attendono avidi e generosi l’affetto dei propri genitori, nelle piccole cose che si traducono in attenzione, coccole, infinito amore di donazione. Gli occhi pensosi dei genitori attendono la realizzazione dei propri piccoli; i volti degli anziani, segnati dal tempo aspettano eventi nuovi che significano la stagione più delicata della loro esistenza. I giovani desiderano il perpetuarsi di un tempo forse spensierato, ma pur sempre attendono. Nella semplice prospettiva elencata, ben si accorda una breve riflessione sull’avvento, appunto, tempo dell’attesa.

Ricomincia il pellegrinaggio del nostro essere al Mistero di Cristo, un camminare sempre nuovo che promette orizzonti nuovi, un tempo carico di attese e di speranze, come il vivere quotidiano. D’altronde come ogni sforzo fisico, il passo genera fatica che cristallizza le energie del vivere e il cammino diventa pesante e sembra quasi che le tante aspettative non approdino a nulla. L’avvento ci indica la via, ci ridesta dalla sonnolenza delle ingessate abitudini, ci invita a intraprendere con slancio la marcia verso il Signore che viene, solo in Lui, potremo trovare rifugio, speranza e la risposta ai “perché”. Apriamo il cuore alla luce del Signore e solo quando culleremo il Divin Infante nel nostro “io”, festeggeremo veramente il Natale!.

 

allegato: manifesto dell'evento


Principalmente devi insistere sulla base della giustizia cristiana sul fondamento della bontà, sulla virtù, di cui esplicitamente si porga a modello, voglio dire: l'umiltà. Umiltà interna ed esterna; più interna però che esterna; più sentita che dimostrata; più profonda che visibile. Stìmati qual sei in verità, un nulla, una miseria, una debolezza, una fonte di perversità senza limiti ed attenuanti, capace di convertire il bene in male,di attribuirti il bene e giustificarti nel male e per amore dello stesso male, di disprezzare il sommo Bene. Non ti compiacere mai di te stessa per qualunque bene ptu possa in te scorgere, perché tutto ti viene da Dio, ed a lui danne l'onore e la gloria e tu non ti devi aspettare se non la remunerazione di tal bene (AP).

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