Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 06 giugno 2026, s. Norberto

Giubileo
Il pellegrinaggio

In questo Anno Giubilare è bene ricordare il senso del pellegrinaggio, realtà fortemente radicata, ormai, nella tradizione di questi luoghi. Il Santo Padre, Papa Francesco, gli dedica un corposo paragrafo nella Bolla d’indizione dello Speciale Giubileo, Misericordiae vultus, sottolineando che esso «è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi» . Il pellegrinaggio, dunque, deve essere anche il segno di un cammino interiore di conversione per ritrovare, nell’abbraccio misericordioso del Padre, il coraggio di un’autentica testimonianza cristiana, al fine di percorrere fino in fondo il nostro percorso terreno e meritare i beni promessi.

Per favorire un’efficace esperienza spirituale ed organizzare con una adeguata preparazione il passaggio attraverso la Porta della Misericordia del nostro santuario, invitiamo a contattare per tempo il nostro ufficio.

Che altro ti dirò? La grazia e pace dello Spirito Santo sia sempre nel mezzo del tuo cuore. Metti questo cuore nel costato aperto del Salvatore ed uniscilo a questo re dei nostri cuori, che in essi sta come in suo trono reale per ricevere l'omaggio e l'obbedienza di tutti gli altri cuori, tenendo così la porta aperta, acciocché ciascuno possa accostarsi per avere sempre ed a qualunque ora udienza<<, e quanto il tuo gli parlerà, non ti dimenticare, mia carissima figliuola, di fargli parlare ancora in favore del mio, acciocché la sua divina e cordiale maestà lo renda buono, ubbidiente, fedele e meno meschino di quello che è (LdP,80).

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