Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 16 maggio 2026, s. Genzio

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Un augurio che si rinnova!

Gesù Bambino geme in una culla, si odono i suoi vagiti, il mondo ascolta la voce del Salvatore.
E'Natale! La straordinaria ed incomparabile intuizione di San Francesco di Assisi, ha trasmesso nei secoli la raffigurazione dell'evento salvifico per l'umanità, il Figlio di Dio, il redentore nasce in un'umile grotta. Il paesaggio, immerso nel buio della notte, si illumina d'un tratto di un immenso bagliore di luce: è il cielo che annunzia la lieta notizia. Giungono i pastori increduli e meravigliati, la natura si risveglia a festa! La speranza nasce nel cuore di ognuno! Ogni uomo da quel meraviglioso giorno ha contemplato e contempla il grande mistero! Nel tempo, il presepio, si è arricchito di nuovi personaggi, segno dei tempi e dei costumi, espressione della presenza di ogni creatura umana, nata nella mente di Dio. Infinite schiere di persone con il solo pensiero, si sono recate a contemplare la perfetta icona della natività, nel primo giorno della sua determinazione concreta e reale. Oggi si aggiunge la personificazione di nuovi soggetti: le inquietudini, gli affanni, le paure di un genere umano, bisognoso, forse più di allora, di una risposta a tanti interrogativi. Troveremo la mamma che vede un futuro incerto per i propri figli, i corpi dolenti di chi è afflitto da morbi oscuri,   l'isolamento di chi grida e nessuno lo ascolta, i giovani che vedono sfiorire la propria giovinezza, senza un margine di possibile realizzazione e forse anche  l'opulenza di tanti agi a scapito di chi non ha niente. Sembra quasi un normale periodare, scontato, al limite di una normale ripetizione annuale. Così non è! Il Natale del Signore, ingloba nella sua essenza, le profonde verità della vita. Oserei paragonare l'esistenza quotidiana ad un presepe, tante storie, tanti vissuti personali, che confluiscono alla ricerca del sommo bene: Dio, incarnatosi, per redimere tutti noi! Buon Natale! A te donna anziana, uomo anziano, la grazia invisibile di un Dio buono e misericordioso, possa tradursi nell'annientare l'abbandono al proprio destino in un nuovo e rinnovato slancio, con l'aiuto dei figli ,dei nipoti, dei vicini di casa e di tanti uomini di buona volontà. A te che vivi il dramma della malattia, le lacrime di Gesù Bambino, allevino il tuo fardello, portando sollievo e speranza. A te che vivi le assurdità di un mondo capovolto, il tenero sguardo di un bambino che è Dio, ti sostenga, in compagnia degli angeli, veri custodi della pietà celeste. Auguri di buon Natale! L'emozione del presepe giunga a tutti, anche a chi vive il sacrificio di credere di non essere più buono a nulla, sperduto in un angolo buio e freddo di una strada, nell'indifferenza di tutti. E' la greppia dell'umanità: nasce il Signore, a redimerla per sempre.


Madre mia, profondi in me quell'amore che ardeva nel tuo cuore per lui, in me che, ricoperto di miserie, ammiro in te il mistero del tuo immacolato concepimento, e che ardentemente bramo che per esso tu mi renda puro il cuore per amare il mio e tuo DIO, pura la mente per assorgere a lui e contemplarlo, adorarlo e servirlo in spirito e verità, puro il corpo affinché sia un suo tabernacolo meno indegno di possederlo quando si degnerà venire in me nella santa comunione (LI,12).

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