Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 31 gennaio 2026, s. Giovanni Bosco

Le Figlie Spirituali
Morgera Giuseppina

Giuseppina Morgera nacque a Casamicciola (NA) il 1º gennaio 1885. Fece la prima comunione all'età di sei anni, nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio alla Marina, dove lo zio era parroco. In un primo tempo pensò di farsi suora, ma la salute glielo impedì. Fu curata dal prof. Giusepe Moscati, il medico santo canonizzato dalla Chiesa il 25 ottobre 1987. Dopo averne sentito parlare da Raffaelina Cerase, che frequentò Casamicciola per cure termali, incontrò Padre Pio nel 1915 e anche successivamente, nel periodo in cui il Padre prestò servizio militare a Napoli, presso l'Ospedale della Trinità. Rimase a lui molto ligata e si lasciò guidare nelle vie dello spirito mediante corrispondenza epistolare, pubblicata a cura di Felice d'Onofrio e Pietro Zarrella in «Dolcissimo Iddio», Edizioni Piemme Casal Monferrato 1944. Di Giuseppina Morgera Raffaelina Cerase scrisse a Padre Pio: «Voleva farsi adoratrice perpetua, ma Gesù dispose altrimenti ed ora spiega la sua opera di bene tra i fanciulli e le ragazze; il suo è un continuo apostolato, un vero esemplare di virtù in quel piccolo centro». Padre Pio, a sua volta, ne tratteggiò il profilo al padre Agostino di San Marco in Lamis con queste parole: «Quell'anima di Napoli non cammina, ma vola per la strada del divino amore. È un vero angelo rivestito di spoglie umane. Ella morrà consumata dal divin fuoco. Grandi cose il Signore ha operato in lei, ed altre più grande cose opererà ancora, innanzi di chiamarla a sé» (Epist. I, 856) Giuseppina Morgera volò al Cielo il 27 luglio 1974.

Non debbo poi far passare il primo mese dell'anno senza portare alla tua anima, o mia carissima figliuola, il saluto della mia ed assicurarti sempre più dell'affetto che il mio cuore nutre pel tuo, al quale non cesso mai di desiderargli ogni sorte di benedizione e di felicità spirituale. Ma, mia buona figliuola, codesto tuo povero io te lo raccomando vivamente: abbi cura di renderlo di giorno in giorno grato sempre più al nostro dolcissimo Salvatore, e fare in modo che il presente anno sia più fertile di quello scorso in buone opere, giacchè a misura che gli anni scorrono e che l'eternità ci si appressa, bisogna raddoppiare il coraggio ed innalzare il nostro spirito a DIO, servendolo con maggiore diligenza in tutto ciò che la nostra vocazione e professione cristiana ci obbliga

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