Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 18 febbraio 2026, s. Simeone

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Buona Pasqua

BUONA PASQUA

Gesù risorto ti sostenga sempre nelle prove dell’anima 
e ti renda sempre più caro al suo divin cuore!
(Ep. IV, p. 330) 

 

Cari fedeli e devoti di San Pio,

in occasione delle festività pasquali desidero farvi giungere il nostro augurio e la nostra vicinanza spirituale per la festa che celebra la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. La Risurrezione di Cristo, infatti, rappresenta il culmine della nostra salvezza che ci introduce nella vita stessa di Dio.

Pasqua è la festa della vita, della rinascita che, anche nella natura in questo periodo, si manifesta in tutta la sua forza. La vita che ritorna dopo l’inverno, il seme che, morto nel solco della terra, germoglia di nuovo per portare i suoi frutti.

Mentre la natura ci fa respirare l’aria nuova della primavera, non possiamo dire altrettanto del contesto storico che stiamo vivendo, nel quale sembra avere il sopravvento il buio di un periodo che, prima con la pandemia, poi con le guerre che si succedono drammaticamente, prolunga un inverno che sembra dare alla morte l’ultima parola.

Resurrexit!

Ecco il grido di giubilo che la Chiesa innalza in questo giorno da ogni angolo della terra e tutti i popoli cristiani, affratellandosi insieme, solennizzano in modo speciale questo santo giorno, rispondendo all’invito materno della Chiesa con le parole dell’apostolo San Paolo «Ita et nos in novitate vitae ambulemus» (Rm, 6,4): risorgiamo noi pure in vita nuova, morigerata e santa. (Epistolario IV p. 1119)

Le parole di San Pio ci esortano, malgrado tutto, a risorgere con Colui che ha sconfitto la morte e ha ridonato al mondo la vita.

Siano anche l’augurio più sincero per riaccendere la speranza e illuminare questo oscuro periodo che l’umanità sta vivendo.

La Vergine del Sabato Santo realizzi le vostre attese, San Pio benedica voi e le vostre famiglie.

 

Buona Pasqua di Risurrezione


Come le api, che senza esitare attraversano talvolta le ampie distese dei campi, pur di raggiungere l'aiuola prediletta, e poi stanche, ma soddisfatte e cariche di polline, tornano al favo per ivi compiere in feconda opera silenziosa la sapiente trasformazione del nettare dei fiori in nettare di vita: così voi, dopo averla raccolta, meditatela con attenzione, scanditene gli elementi, ricercatene il significato profondo, Essa vi apparirà allora nel suo luminoso splendore, acquisterà la potenza di annientare le vostre naturali inclinazioni verso la materia, avrà la virtù di trasformarle in ascensioni pure e sublimi dello spirito, di avvincere sempre più strettamente il vostro al cuore Divino del vostro Signore ( GF, 172 ).

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